ITA.grotte.Populonia

La piccola Petra italiana

Sulla via delle Cave Etrusche

Quando la riportarono alla luce gli archeologi la chiamarono “la piccola Petra di Populonia”. Si tratta in realtà di un’antica necropoli rupestre, che gli Etruschi dell’unica città fondata sul mare costruirono tra IV e III secolo a.C., riutilizzando un fronte di cava di pietra arenaria. La trovate all’interno del Parco Archeologico, di fronte allo splendido Golfo di Baratti, dopo circa una mezz’ora a piedi immersi nella tipica “macchia” mediterranea. Tra lecci e sughere, tra tombe e blocchi di cava, salendo piano piano raggiungerete il Belvedere, punto panoramico di straordinaria suggestione: da lassù lo sguardo si perde tra il mare e dolci rilievi, fino alle collinedi Campiglia da dove gli Etruschi estraevano rame e stagno.

Ogni stagione è buona per questo tour.  In estate cercate di arrivare nelle ore tarde, quando il sole accende la pietra di un rosso arancio, in inverno se cercate foto più nitide. La primavera è per chi ama il rinnovarsi della vegetazione, l’autunno per chi adora il profumo dei funghi e della terra umida. E in un silenzio irreale forse vi sembrerà di udire ancora i colpi dei cavatori etruschi.

Necropoli delle Grotte

Parco archeologico di Baratti e Populonia (Piombino-LI-Toscana-Italia)

per info: www.parchivaldicornia.it, tel. 0565 226445

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Quel treno per Manakara

IL leggendario FCE scende dalle montagne all'Oceano Indiano

E’ mattina presto alla stazione di Fianarantsoa, nella regione più interna del Madagascar.
C’è grande animazione. Enormi bagagli pendono dalla testa e dalla schiena dei porters. Valigie di cartone, ceste e borse di paglia colorate, sacchi di juta… vengono trasportati stracolmi verso i binari.
Davanti alla biglietteria c’è una lunga fila. Finalmente, dopo tanti sbuffi e richiami, stipate merci e persone in ogni minimo spazio, il treno si avvia.
Farà sosta nelle 17 stazioni di altrettanti villaggi che vivono isolati nella foresta e per i quali il treno è ricchezza vitale. Unico collegamento con il resto del mondo, e il solo mezzo per trasportare in città i propri prodotti: frutta, vegetali, manufatti di artigianato.
Questo è un Madagascar autentico, ancora lontano da ogni contaminazione turistica, altrimenti difficile da scoprire. Ed ogni sosta è l’occasione d’incontro con le popolazioni, il loro habitat, le loro diverse culture. E le specialità culinarie, direttamente offerte ai viaggiatori attraverso i finestrini del treno.

fce@blueline.mg

http://www.madagascar-tourisme.com

ontm@moov.mgMaison de Tour

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La Ciau del Tornavento

Nel cuore delle Langhe, il top per tartufi e funghi

La location è spettacolare: un asilo degli anni 30 abbarbicato in cima alla collina, con una grande sala che domina uno degli angoli più belli delle Langhe, con le colline coperte di vigneti che rotolano pigre fino all’orizzonte, fino alla catena azzurra delle Alpi. Ogni stagione è spettacolare in questo territorio che è patrimonio mondiale Unesco. Ma l’autunno-inverno, la stagione dei tartufi e dei funghi, è il momento in cui la cucina piemontese da il meglio di se.

Maurilio Garola, lo chef della Ciau del Tornavento (che in piemontese significa chiave) crea con i prodotti di questo magnifico territorio piatti semplici e allo stesso tempo sorprendentemente nuovi. Il pesce, ad esempio, abbinato a prodotti locali come le nocciole. E poi le glorie della tradizione piemontese: il tartufo bianco sull’uovo in cocotte servito nel suo scrigno; i piatti di funghi cucinati in ogni modo, senza dimenticare la cantina, ricchissima di tesori e considerata la migliore d’Italia.

Vengono da tutto il mondo, vengono gruppi di amici in pulmino e coppie con l’aereo privato. Imperativo, quindi, prenotare con buon anticipo.

La Ciau del Tornavento

Piazza Baracco, 7

12050 Treiso

(Cuneo)

Tel. +39 0173 638 333

info@laciaudeltornavento.it

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32×4 Blocks of Bliss

…e un po' di trasgressione...

All’ombra dei grattacieli della Grande Mela c’è un’oasi chiamata Fire Island: un’enorme duna coperta da una fitta pineta, puntellata di piccole comunità raggiungibili solo via mare. Quel soprannome, thrirty-two by four, viene dal fatto che è lunga 32 miglia e larga quattro blocks (gli isolati americani). Ocean Beach è il piccolo centro dell’isola, l’unico con un albergo aperto tutto l’anno. Appena scesi dal traghetto proveniente da Bay Shore Long Island (la traversata dura mezz’ora circa) si capisce subito di essere sbarcati su un pianeta molto diverso dalla vicina New York. E’ il parcheggio dei wagons, i carretti rossi che ogni residente o visitatore di Fire Island possiede. Carichi di provviste, ombrelloni e bambini questi carretti vengono tirati su e giù per le stradine dell’isola. Non ci sono auto, pochissime le biciclette. Fire island è tutta silenzio, sole, mare.E trasgressione. Negli anni ‘60 al Pines Yacht Club John White inventò con gli amici Rock Hudson e Montgomery Clift la Tea-Dance, il precursore dell’Happy Hour. Già allora Cherry e Pines erano comunità molto alla moda, frequentate dai gay. Oggi lo sono ancora di più. Sventolano le bandiere a stelle e striscie arcobaleno su Fire, dove tutti, di ogni età colore e preferenza, sono benvenuti. Anche gli animali: è l’unico Parco Nazionale dello stato di New York.

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La Via del Ghiaccio

Iceberg Alley è dove andarli ad ammirare

Estate. Tempo di cubetti di ghiaccio. Belli grossi. Può prendere colori e forme favolose la versione cristallina dell’acqua. Un iceberg può essere alto come un palazzo di quattro piani, e grande quanto una grossa isola. Può ospitare caverne, archi e persino laghi, sui bordi dei quali si crogiolano le foche.

Il posto al mondo dove è più facile e sicuro ammirare queste incredibili strutture naturali è Iceberg Alley, la stricia di mare che parte dalla punta meridionale della Groenlandia e costeggia la costa nord-orientale di Terranova, che gli anglosassoni chiamano Newfoundland. Qui gli iceberg si possono facilmente ammirare da terra. Non solo, si può andare a leto in un alberghetto lungo la costa e svegliarsi la mattina con due enormi cattedrali di ghiaccio parcheggiate davanti alla finestra.Il miglior periodo per vedere gli iceberg a Terranova è sempre stato tra fine Aprile e inizio Luglio. Ma oggi, grazie al riscaldamento globale, anche Agosto ê un mese ricco di avvistamenti. E in questo periodo si incrociano le migrazioni delle balene e degli uccelli marini. Vedere insieme balene, iceberg e uccelli è evento molto raro, sicuramente indimenticabile.

Per programmare il proprio viagio, si consiglia di seguire il fantastico sito icebergfinder, che segnala e segue con una tecnologia spaziale ogni singolo iceberg. È persino possibile ricevere indicazioni via email in tempo reale delle posizioni degli iceberg e prevedere I possibili spostamenti futuri.

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logoweb

Cosa mi porto con me?

TravelTech2Go ha tutte le risposte

Domani si parte. Il check in online è fatto. Il taxi prenotato. La valigia è quasi pronta. Ma cosa ci mettiamo dentro? Quali sono le ultime novità che possono aiutarci a goderci il viaggio o la vacanza al meglio?

Il nostro consiglio è di seguire su Facebook TravelTech2Go. Vi troverete le ultime novità in fatto di travel gadgets, apps, computers, fotocamere, borse e zaini, medicine, equipaggiamento di sicurezza, e non solo: anche tanti consigli e  geniali idee per risolvere ogni piccolo problema del viaggiatore.

Traveltech2go, come Secretcornersoftheworld è un servizio editoriale completamente indipendente per viaggiatori indipendenti, senza alcuna affiliazione con enti pubblici o aziende private.

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Teufelsberg Hill Station, Berlino

In viaggio con un libro #1

Vale la pena andarci solo per le viste. La collina di Teufelsberg, costruita nel dopoguerra utilizzando le rovine dei bombardamenti, è la più alta della città. In cima si trova la Teufelsberg Hill Station, complesso di ascolto radio della CIA costruito nel 1950 e abbandonato nel 1991 dopo la caduta del muro. Da lassù si vede tutta la città, incluso lo stadio olimpico e le Unité d’Habitation di Corbusier. Il centro veniva utilizzato durante la Guerra Fredda per siare le comunicazioni dei sovietici a Berlino Est. Pare che sotto al centro, dentro la collina, ci sia un collegio militare nazista ancora intatto e che vi siano tunnel scavati nel terreno per raggiungere il rifugio nucleare costruito all’interno.Tunnel, stazioni di ascolto radio e via dicendo ci portano dritto al libro da abbinare a questa visita: lo splendido Lettera a Berlino di Ian Mcewan (Einaudi), ambientato proprio qui, nel 1950. Storia drammatica e sentimentale di un giovane marconista inglese impiegato in una operazione di spionaggio radio.

Teufelsberg dopo la fine della Guerra Fredda è stato abbandonato ed sta lentamente cadendo in rovina. Fino a poco tempo fa era illegale andarci (tecnicamente lo è ancora oggi) e non consigliabile andarci da soli. Ma le viste e l’atmosfera del luog sono talmente speciali che piano piano la gente si è appropriata di Teufelsberg. Negli anni scorsi l’aiuto di molti volontari la Teufelsberg Associacion ha aperto una pista sicura per i visitatori. Oggi è possibile visitare il sito con una guida, prezzi a partire da 18€.

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Dunmore-town15

Sì, le Bahamas

Ma per la gente!

Sono isole meravigliose, giustamente famose per le spiagge, lo yachting, e i fantastici colori di un mare cristallino. Ma c’é dell’altro. I visitatori che scelgono le Bahamas spesso nemmeno si accorgono del vero segreto di queste isole incantate: gli isolani stessi. In un mondo dove i paradisi tropicali sono spesso – per i locali – luoghi di grande povertà e oppressione, le Bahamas rappresentano una felice e purtroppo rara eccezione. Qualcosa che vale la pena celebrare.

Alle Bahamas chi resta imprigionato in un resort commette un grossolano errore. Il nostro consiglio è di uscire e godersi le isole a tutto tondo (e in totale sicurezza). Andate a visitare I mercatini locali, entrate in una chiesa la domenica e assisterete a un concerto di musica gospel da urlo. La gente delle Bahamas, soprattutto nelle isole minori, vi aspetta con un sorriso grande così.

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Namib-desert

L’Africa felice

Da soli coi figli? Ebbene sì

Cosa adorano i ragazzi? Grandi spazi liberi. Avventura. E animali, anti animali. Se c’é un continente che può offrire tutto questo e anche più, questo è l’Africa. Eppure, molti genitori esiterebbero prima di organizzare un viaggio indipendente in Africa, soprattutto se con bambini piccoli. Troppo pericoloso e costoso, molti pensano. Invece una soluzione esiste. Un paese dove non solo è possibile ma addirittura consigliabile viaggiare da soli con la famiglia, in sicurezza personale e sanitaria. La Namibia offre una grande varietà di paesaggi ed ecosistemi (dai deserti del Namib alle foreste tropicali del Caprivi). È sicura e pulita. Uno dei pochi paesi in Africa dove davvero potete atterrare, affittare una macchina (preferibilmente un 4×4) e partire per le vostre avventure senza batter ciglio. Vi aspettano paesaggi spettacolari. Storici parchi nazionali pieni di animali. Gente straordinariamente accogliente. E igiene a livelli svizzeri. I vostri ragazzi si innamoreranno. E voi anche.

Quando andare? SCOW vi suggerisce le prime due settimane di Giugno.

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zanzifood

Street Food Africa Style

Prelibatezze sul lungomare di Stone Town

Il mare si appiattisce, il sole calando si infiamma, e sul lungomare di Stone Town, a Zanzibar, cominciano ad aleggiare deliziose fragranze. Appetitose, soprattutto. Per chi ha visitato il favoloso centro storico di Stone Town, ammirando portali arabi e visitando i coloratissimi mercati, è il momento di trasferirsi al porticciolo, per ammirare il calar del sole e le vele dei dhow che tornano in porto. Ma soprattutto per gustare – in tutti I sensi – lo spettacolo dei barbecue ambulanti.

Sono decine, e propongono I classici dello street food locale: Urojo, la famosa minestra di mango, ginger, Kachori, uova e pane. E poi tanti spiedini di carne e pesce. Il nostro preferito è il polpo alla griglia, il fish’n’chips di Stone town. Servito, proprio come un tempo facevano I chippies londinesi, in un giornale.

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Ph. Alex Roggero

Paradiso in Terra

Il lodge sull'orlo del cratere

Il grande naturalista della BBC David Attenborough lo ha definito “un Eden terrestre” ed in effetti il cratere di Ngorongoro, in Tanzania, sembra proprio un Paradiso in miniatura. Nella piu grande caldara vulcanica del mondo si è creato un microcosmo, un ecosistema unico che vede presenti tutte le principali specie animali africane. Lungo 19 Km e largo 15km, il cratere di Ngorongoro è uno dei pochi posti rimasti in Africa dove l’avvistamento in natura dei Big Five, rinoceronte incluso, è garantito. Un gioiello che va abbinato a un gioello di lusso ecologista: l’incredibile Ngorongoro Crater Lodge. Abbarbicato sull’orlo del cratere, a 2375 metri d’altirudine, il lodge domina l’ovale verdissimo e offre viste imperdibili. Gli arredamenti sono altrettanto unici: arte africana vintage e contamporanea abbinata a pezzi di antiquariato europeo art déco. Il tutto circondato da colori caldi, ocra e rubino soprattutto, e soffitti decorati con foglie di banana ed erbe selvatiche.Ngorongoro Crater Lodge ha costi impegnativi. Ma il paradiso terrestre si merita il massimo del lusso.

Ngorongoro Crater Lodge

Info@craterlodge.com

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Mediterranee-9

Lusso massimo, alla francese

Sulla Promenade des Anglais, come negli anni ’30

La vacanza 5 stelle vuole il massimo dell’esclusività oppure il massimo del cliché. E allora un weekend a Nizza diventa una scusa per coccolarsi nel magnifico Palais de la Méditerranée (ora di proprietà Quatar e ribattezzato Hyatt Regency Nice Palais de la Méditerranée), situato sulla promenade, a due passi dai vicoli della città vecchia. Non che venga molta voglia di uscire, una volta entrati nel maestoso atrio (sembra un tempio romano) di questo imponente, bellissimo edificio neoclassico-Art Deco di inizio 19 secolo. Il pezzo forte è probabilmente la piscina, su in alto, un po’ scoperta e un po’ scoperta, con accanto la zona bar e ristorante. Le stanze sono grandi, moderne ma con tocchi deco, e non mancano I vari hammam, saune ecc tipiche di un hotel 5 stelle.

Come molti imponenti, bellissimi edifici della Costa Azzura, anche il Palais negli anni 70 e 80 ha rischiato l’oblio. La demolizione era programmata ma poi si è capito che quella meravigliosa facciata meritava una sorte migliore. Un soggiorno al Palais de la Méditerranée fa rivivere momenti più lievi e spensierati, tornare agli anni 30 o al primo dopoguerra. Sapere che in passato ci ha bazzicato la malavita (con tanto di persone sparite dalle camere) e che giù, in cantina, c’e’ il Casino che ammicca, aggiunge un pizzico di sale al mix.

3, Promenade des Anglais

BP 1655, Nizza, 06000, Francia

00 33 04 92 14 77 00

palais.concorde-hotels.com

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Tumacacori

Tumacacori, AZ-USA

La missione dimenticata

Le antiche missioni spagnole, fondate da Padre Kino in Arizona e New Mexico, sono gioielli da non perdere. La meno conosciuta, e proprio per questo a nostro avviso la più bella è Tumacacori, raggiungibile seguendo la Interstate 19. Fondata nel gennaio del 1691 da Padre Kino. Non fu mai completata, e proprio per questo è uno dei siti religiosi più magici del confine USA-Messico. Oggi è un museo (3$ l’entrata) peraltro ben poco protetto: l’autore di questo scatto è riuscito a rimanerci chiuso dentro, ed è stato salvato solo a notte fonda da un’auto di passaggio. Ma vale la pena rischiare di passare una notte coi coyote in questo piccolo santuario della religione, dell’architettura e della fotografia (tutti i grandi maestri dell’obbiettivo si sono cimentati a Tumacacori). Per di più, a pochi chilometri dalla missione abbandonata c’è il villaggio, pieno di vita, di Tubac. È pieno di casette convertite in gallerie d’arte e di artigianato. Con un fitto programma di iniziative culturali: a dicembre la Fiesta Intercultural e la Fiesta de la Navidad (per l’occasione il villaggio si riempie di luminarias, i tradizionali lumi di carta), il Tubac art Festival a febbraio e la Artwalk a Marzo.

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ShangArt-2

ShangArt

La miglior galleria della nuova Nuova York d’Oriente

Hanno iniziato con una mostra nella lobby di un hotel, nel lontano 1996. Ma in pochi anni il gruppo che guida ShangArt ha trovato una serie di sedi sempre più belle, e si è affermata come la principale galleria di Shanghai. Ora le sedi sono diverse in città, e non solo, ma il focus rimangono gli artisti di Shanghai, la città che alcuni chiamano la nuova New York.

Gli artisti sono di tutte le età. Alcuni, nati negli anni quaranta, hanno ancora vivo il ricordo della Cina di Mao. Altri sono nati dopo il 1970, figli della Nuova Cina capitalista di deng.E molti sono degli anni sessanta, una generazione che riesce a interpretare entrambe le ere. Grandi innovatori, come Li Shan e Yu Youhan, sono cresciuti con la galleria. Zhou Tiehai, Zhang Enli, Ding Yi, Pu Jie, Xue Song, Shen Fan, Ji Wenyu, Wu Yiming e Shi Yong hanno nel tempo creato con ShangArt importanti serie di lavori. E I giovani, come Xu Zhen, Yang Fudong, Yang Zhenzhong, Xiang Liqing e Song Tao mantengono oggi in vita lo spirito creativo della galleria, sempre rivolto a illustrare e commentare quella fantastica ed enigmatica metropoli che è Shanghai.

Chi non può andarci di persona può visitare la galleria online. Un sito esaustivo con un’ottima sezione libri e cataloghi. Scaricabili online, spesso gratis, in formato epub.

ShanghART Gallery Main SpaceBldg 16, 50 Moganshan Rd.,

Putuo District, Shanghai, China 200060

T: +86 21-6359 3923

10AM-6PM

info@shanghartgallery.com

 

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P8182376

Il Castoro Volante

Avventure canadesi in idrovolante

È un classico canadese. Una specialità Québécois. Esplorare a bordo di un robusto idrovolante DeHaviland DHC2 le vaste distese della terra degli aceri, volando bassi su foreste, laghi e fiumi. Il leggendario, indistruttibile “beaver”, il castoro che dal dopoguerra a oggi simboleggia lo spirito libero e avventuroso del bush canadese non è mai andato in pensione. Molti privati, e alcune compagnie di volo, ancora lo usano per offrire a turisti, naturalisti, pescatori e cacciatori avventure di ogni tipo: dal breve volo sul Lawrence River a Tadoussac (centro mondiale del whale watching, e non c’é modo migliore di vedere una balena blu che dall’aria) fino a favolose escursioni di 8 giorni in terre Inuit, alla ricerca degli orsi polari. Spostandosi sempre in idrovolante, magari con due canoe legate ai pontoni. Perché nulla è più eccitante di atterrare su un fiume disabitato, legare l’aereo a un albero, e proseguire in canoa, pagaiando lentamente…

Hydravion Aventure

428, rang des Grés
Saint-Étienne-des-Grès
Québec G0X 2P0
819 609-9358
pilot@seaplane.ca

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